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  • Nuovi servizi ANCIS a supporto delle organizzazioni per gestire con efficacia l'emergenza Covid-19

    Lo scorso 6 aprile è stato sottoscritto fra le Parti sociali, su invito del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro della salute, un nuovo Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro.

    Il Protocollo aggiorna e rinnova i precedenti accordi in merito, avendo considerato anche tutti i vari provvedimenti adottati a livello nazionale dopo la firma dei precedenti Protocolli condivisi sul medesimo oggetto (da ultimo: 24 aprile 2020).

    Ora il nuovo Protocollo, firmato dalle Parti, dovrà essere recepito in un prossimo atto normativo o regolamentare da parte del Governo.

    Fino a quel momento continuerà a rimanere in vigore il precedente Protocollo, del 24 aprile 2020, che costituisce l’Allegato n. 12 al dPCM del 2 marzo 2021.

    Anche lo stato di emergenza nazionale è attualmente in vigore fino al 31 luglio (decreto legge n. 52 del 22 aprile 2021).

    Il persistere dell’epidemia, aggravata dalle diverse varianti sopraggiunte, che per gli esperti sarà progressivamente risolta solo con il raggiungimento dell’immunità per il tramite della campagna vaccinale in corso, rende necessaria -allo stato e ancora per diversi mesi- la massima attenzione in termini di mantenimento delle corrette condizioni organizzative di prevenzione e protezione della salute delle persone da parte delle imprese le quali, tra molteplici difficoltà, operano secondo quanto consentito dalle disposizioni delle Autorità e dal mercato.

    In un contesto incerto ed estremamente variabile come quello attuale, è necessario provare a ristabilire un punto da cui ripartire e la diffusione di buone pratiche è un buon metodo per cominciare.

    Clicca qui per vedere dettagli e registrarti al nuovo corso di formazione sulla ISO/PAS 45005:2020 General guidelines for safe working during the COVID 19 pandemic (Linee guida generali per lavorare in sicurezza durante la pandemia da Covid-19), documento disponibile gratuitamente nel sito ISO.

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    Per qualsiasi informazione non esitate a contattarci.

  • NEWS Sicurezza stradale: nuovo telelaser che filma fino a 1,2 km

    Si chiama Trucam il nuovo sistema per il controllo della velocità sulla strada che a breve sarà adottato dalla Polizia stradale in tutta Italia, già in sperimentazione nel Lazio e in Sardegna.
    Il Trucam sembra un normale telelaser, di quelli già in uso sulle strade, ma in realtà è dotato di un sofisticato "occhio elettronico", una telecamera che filma il veicolo che sta commettendo l’infrazione di velocità per poi archiviare su un hard disk. L'alta definizione permette di registrare le velocità a 0 a 320 km orari.
    Trucam acquisisce dati del veicolo (assicurazione e revisione), velocità e geolocalizzazione del veicolo attraverso il Gps; arriva a registrare se conducente e passeggeri indossano le cinture di sicurezza e se il guidatore utilizza cellulare, tablet o altri elementi di distrazione. Il nuovo sistema funziona anche di notte in condizioni climatiche difficili: grazie a un flash a infrarossi può fare riprese anche in assenza di luce, mentre anche in caso di neve, pioggia o nebbia è perfettamente operativo.

  • NEWS Corruzione: disponibile il toolkit di Assolombarda per valutare il livello di protezione aziendale

    Assolombarda ha messo a punto un toolkit che consente alle imprese di fare una autodiagnosi del livello di protezione della propria impresa rispetto al rischio di corruzione e, se necessario, di adottare le misure per prevenirla o eliminarla.
    Il manuale individua le aree a rischio in ciascuna delle funzioni aziendali: amministrazione e finanza; acquisti, appalti e subappalti; rapporti con enti pubblici e pubbliche relazioni; gestione delle risorse umane; sviluppo del business; assetto proprietario/struttura societaria; vendite e distribuzione; smaltimento rifiuti; produzione, gestione operativa e logistica; infine, sistemi informativi.
    L'iniziativa di Assolombarda deriva dalla presa di coscienza della scarsa conoscenza del fenomeno dell'infiltrazione mafiosa che, in ambito aziendale, si discosta molto dall'immaginario collettivo di una mafia fatta di regolamenti di conti e fatti cruenti. Si parla piuttosto di gestione delle suddette attività secondo modalità illegali, pur se sapientemente occultate, di cui non tutti gli anelli dei meccanismi decisionali e operativi delle imprese riescono facilmente a rendersi conto. Oltretutto, spiega Antonio Calabrò, vicepresidente di Assolombarda con delega alla legalità e alla responsabilità d'impresa - oggi si registra un'allarmante presenza di mafia e 'ndrangheta in settori nuovi come quello delle farmacie.
    Il toolkit, disponibile online, è il frutto di 500 incontri con gli associati e di oltre due anni di lavoro, cui hanno contribuito la Fondazione ISTUD e il Centro di studi "Federico Stella" sulla giustizia penale e la politica criminale dell'Università cattolica del Sacro cuore di Milano, in collaborazione con ALDAI (Associazione lombarda dirigenti aziende industriali), Fondirigenti e con il supporto di AIIA (Associazione italiana internal auditors).
    Gli iscritti ad Assolombarda possono inoltre rivolgersi al personale di uno sportello interno, con cui stabilire un rapporto fiduciario che consente di delineare totalmente la reale situazione in cui si trova l'impresa.

  • NEWS - Alimentazione: presentata da Coldiretti la lista dei cibi più pericolosi per la salute

    Il 15 ottobre 2016 Coldiretti ha presentato al XV Forum internazionale dell'agricoltura e dell'alimentazione di Cernobbio "La classifica dei cibi più pericolosi", elaborato partendo dalla relazione sul sistema di allerta europeo del ministero della Salute, che esamina i rischi alimentari derivati dalla presenza di residui chimici, micotossine, metalli pesanti, contaminanti microbiologici, diossine o additivi e coloranti nel 2015.
    In testa alla classifica ci sono le nocciole provenienti dalla Turchia, seguite dalle arachidi importate dalla Cina, per la presenza di aflatossine cancerogene, rilevate anche nei fichi secchi turchi. Seguono le erbe officinali e le spezie dall'India (peperoncino in particolare), per presenza di agenti microbiologici e di pesticidi oltre i limiti consentiti (lo stesso vale per quelle cinesi, paprika, zenzero e peperoncino in testa), poi il tonno e il pesce spada dalla Spagna, contaminato da metalli pesanti nocivi, e ancora la frutta secca dell'India, in particolare i semi di sesamo con allarme salmonella. Allarme anche per i peperoni turchi (eccessivo livello di pesticidi), così come per le olive e le fragole egiziane, i pistacchi dell'Iran e degli Stati Uniti (aflatossine), il latte e derivati francesi (contaminazione microbiologica), il pesce vietnamita, soprattutto pangasio (metalli pesanti), broccoli e funghi cinesi, i prodotti alimentari non autorizzati USA e il pollame polacco.
    La produzione agricola italiana risulta invece essere rispettosa dell'ambiente e della salute umana, vantando il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%), quota inferiore di quasi 4 volte rispetto alla media europea (1,4%) e di oltre 14 volte quella dei prodotti extracomunitari (5,7%), 285 prodotti a denominazione di origine (DOP/IGP), il maggior numero di aziende biologiche, il divieto normativo di utilizzare OGM.

  • NEWS Cicloturismo: nasce il sistema delle ciclovie turistiche nazionali

    Lo scorso luglio 2016 il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, e i rappresentanti delle otto regioni coinvolte hanno siglato tre protocolli d'intesa per la progettazione e la realizzazione delle prime ciclovie turistiche nazionali previste dalla legge di Stabilità 2016.

    Le regioni che si impegnano ad avviare i relativi provvedimenti amministrativi sono: Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Veneto.

    L'iniziativa si inserisce nell'ambito delle politiche di mobilità sostenibile e interconnessa, puntando alla costituzione di un ministero per la ciclabilità e alla realizzazione della Rete ciclabile nazionale, che si innesta sulle dorsali della rete europea Eurovelo e deve contare poi sull'adozione di misure per la ciclabilità urbana e la sicurezza.

    I due ministeri stanno inoltre già lavorando per la firma di un quarto accordo con il Comune di Roma, relativo al GRAB - Grande raccordo anulare delle biciclette, e con le regioni per la redazione del "Piano straordinario per la mobilità turistica", in collaborazione con associazioni di settore e privati cittadini.

    Lo stanziamento previsto per il settore è di 91 mln di euro per il triennio 2016-2018.

    Per maggiori informazioni clicca qui

  • NEWS Sicurezza: approvato il nuovo testo di accordo sulla formazione di RSPP e ASPP

    Il 7 luglio 2016 la Conferenza Stato Regioni ha approvato il nuovo testo dell'Accordo sulla formazione dei responsabili e degli addetti del servizio di prevenzione e protezione (RSPP e ASPP).
    Tra le principali novità, la durata e i contenuti minimi dei percorsi formativi, con esplicite indicazioni sui moduli A, B e C:

    • modulo A sempre di 24 ore (non comprensive della verifica di apprendimento finale), ma ammesso anche in modalità e-Learning;
    • modulo B di 48 ore (non comprensive della verifica di apprendimento), che tratta più a fondo i rischi specifici, ora trattati meno in dettaglio nel modulo A, e comune a tutti i settori produttivi, con eccezione di: chimico-petrolchimico, sanità, cave-costruzioni e agricoltura-pesca, per i quali il percorso formativo deve essere integrato da moduli specialistici, di diversa durata.
    • modulo C di 24 ore (non comprensive della verifica finale), che include anche cultura della sicurezza, benessere organizzativo e team building.

    Per quanto riguarda l'aggiornamento, viene consentito anche in e-Learning, con un monte ore non più connesso al settore si appartenenza, ma fissato in base al ruolo svolto, prevedendo 40 ore nel quinquennio per RSPP e 20 ore nel quinquennio per ASPP.
    Vengono riconosciuti i percorsi formativi effettuati secondo l'Accordo Stato Regioni del 2006 per coloro che non cambiano settore produttivo, mentre vengono introdotti percorsi formativi integrati per responsabili e addetti che vanno a operare in nuovi settori.

  • NEWS Privacy: 4 maggio 2016, approvato il Regolamento generale europeo per il trattamento dei dati personali

    Il 4 maggio 2016 sono stati pubblicati sulla G.U.C.E.:

    • il regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati);
    • la direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio.

    Entrambi i provvedimenti costituiscono il passaggio finale per l'entrata in vigore del nuovo "Pacchetto protezione dati", il nuovo riferimento normativo in materia di tutela dei dati personali per tutti gli Stati membri dell'UE.

    Col nuovo regolamento vengono introdotte disposizioni che rafforzano la tutela della privacy dei dati personali, specificando le condizioni per il rilascio di un "consenso chiaro" al trattamento dei dati privati da parte dell'interessato e le modalità per garantire che le informazioni sulla privacy siano indicate in modo chiaro e semplice; stabilendo il diritto dell'interessato di trasmettere i propri dati a un altro titolare del trattamento e di essere informato dell'eventuale violazione (hackering) dei propri dati personali; dando garanzie sull'applicazione delle pene più severe per le imprese che violano le disposizioni vigenti; regolamentando il diritto all'oblio, ossia il diritto a non restare indeterminatamente esposti ai danni ulteriori che la reiterata pubblicazione di una notizia può arrecare all'onore e alla reputazione, salvo che, per eventi sopravvenuti, il fatto ritorni attuale e d'interesse pubblico.

    Viene inoltre sottolineata l'importanza della redazione di un codice di condotta e del tracciamento di tutte le attività di trattamento dei dati e dell'eventuale nomina del Data Protection Officer. In alcuni casi si rende necessario anche procedere ad una valutazione di impatto sui dati personali (c.d. DPIA).

    Altro aspetto cruciale su cui è destinata a cambiare l'attività delle società è l'attività di profilazione dei clienti, sulle quali occorre fornire comunicazioni particolarmente precise e chiare agli interessati.
    Per maggiori informazioni e per scaricare i testi delle disposizioni clicca qui

  • NEWS: presentate le firme per candidare la pizza napoletana a patrimonio immateriale dell’Unesco

    Si sono incontrati il 14 marzo 2016 alla sede centrale dell'UNESCO di Parigi per presentare la campagna per la candidatura dell'Arte tradizionale dei Pizzaiuoli Napoletani nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità UNESCO. Sono i membri di Fondazione UniVerde, Coldiretti, Associazione Pizzaiuoli napoletani e dalla Rappresentanza permanente d'Italia presso l'UNESCO, che hanno organizzato a Parigi un incontro sul tema: "L’arte della pizza napoletana: storia e tradizione di una passione".
    L'incontro è stato preceduto dall'annuncio della Coldiretti della raccolta di oltre 400mila firme a sostegno della candidatura fatto durante la rassegna "Verdi Passioni" di ModenaFiere.
    Per celebrare l'evento è stata sfornata la prima pizza "Petalosa" 100% italiana, farcita e decorata con fiori commestibili in omaggio alla donna, un modo originale per sostenere il made in Italy anche nella preparazione del piatto tipicamente italiano, che purtroppo è spesso realizzata con un mix di farina, pomodoro, mozzarelle e olio provenienti da migliaia di chilometri di distanza e senza alcuna indicazione per i consumatori.
    Con la presentazione della candidatura all'UNESCO, la settima per l'Italia e la prima a riguardare una tradizione connessa ad una produzione alimentare, si apre un negoziato internazionale che coinvolge valutatori indipendenti provenienti da quasi 200 Paesi.

  • NEWS Legislazione: valutazione di impatto ambientale: pubblicate dal Minambiente linee guida per la verifica di assoggettabilità, in vigore dal 26 aprile 2015

    È stato pubblicato in G.U. il D.M. del ministero dell'Ambiente 30 marzo 2015 recante le "Linee guida per la verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale dei progetti di competenza delle Regioni e Province autonome, previsto dall'articolo 15 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116".

    Il decreto attua le disposizioni contenute nel D.L. 91/2014 (c.d. "decreto Competitività") convertito in legge 116/2014 e sana le difformità rilevate dall'Unione europea circa l'applicazione del criterio dimensionale come unico parametro utilizzato per la verifica di assoggettabilità di un progetto alla procedura di valutazione di impatto ambientale. I criteri tecnico-dimensionali utilizzati per la fissazione delle soglie (stabilite nell'all. IV alla Parte seconda del D.Lgs 152/2006) vengono infatti integrati con nuovi criteri tra cui: il cumulo con altri progetti, la capacità di carico dell'ambiente naturale e la frammentazione artificiosa di un progetto.

    Il provvedimento entra in vigore il 26 aprile 2015 e si applica a tutti i progetti per cui la procedura autorizzativa o di screening sia in corso alla data di entrata in vigore del decreto.

  • NEWS Appalti: l'ANAC chiede l'obbligo di iscrizione alle "white list" per chi opera nei settori a rischio di infiltrazione mafiosa

    Con l'Atto di Segnalazione n. 1, del 21 gennaio 2015 l'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) chiede a Governo e Parlamento che l'iscrizione agli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa ("white list"), operanti nei settori elencati all'art 1, comma 53 della legge anticorruzione, diventi espressamente obbligatoria per la partecipazione a gare d'appalto.
    Tali settori sono: trasporto di materiali a discarica per conto di terzi; trasporto, anche transfrontaliero, e smaltimento di rifiuti per conto di terzi; estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti; confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e di bitume; noli a freddo di macchinari; fornitura di ferro lavorato; noli a caldo; autotrasporti per conto di terzi; guardiania dei cantieri.
    L'ANAC sostiene infatti che, mentre dalla normativa di riferimento emerge palesemente l'obbligo di consultazione dei suddetti elenchi da parte delle stazioni appaltanti pubbliche quale verifica antimafia per l'affidamento dei contratti, non risulti altrettanto chiaro il corrispondente obbligo per le imprese e gli operatori economici che svolgono attività maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa di iscriversi nei medesimi elenchi prefettizi, tenendo anche conto che l'art. 2, comma 2 del D.P.C.M. 18 aprile 2013 disciplina l'iscrizione alle "white list" in termini volontari.
    Secondo l'ANAC, invece, tale obbligo è implicitamente ricavabile dal comma 2 del citato art. 29 del D.L. 90/2014 che recita: "…per un periodo non superiore a dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, i soggetti di cui all'articolo 83, commi 1 e 2, del citato decreto legislativo n. 159 del 2011, per le attività indicate all'articolo 1, comma 53, della predetta legge n. 190 del 2012 , procedono all'affidamento di contratti o all'autorizzazione di subcontratti previo accertamento della avvenuta presentazione della domanda di iscrizione nell'elenco di cui al comma 1.", dal momento che l'iscrizione nell'elenco risulta essere, di fatto, una condizione preliminare per l'affidamento dei relativi contratti.
    L'Autorità anticorruzione chiede dunque un intervento di armonizzazione tra le leggi citate - a cominciare dalla modifica del D.P.C.M. 18 aprile 2013 - in modo da evitare che l'iscrizione agli elenchi, che di fatto attesta l'insussistenza di tentativi di infiltrazioni mafiose ed è considerata per legge equipollente alle informazioni antimafia disciplinate dal relativo codice, sia totalmente affidata alla discrezionalità dell'operatore economico, determinando così un popolamento parziale di tali elenchi e una scarsa rappresentatività della platea degli operatori economici che svolgono attività maggiormente esposte al pericolo di infiltrazione criminale.

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